Raggiungeremo l’obiettivo di coprire con le rinnovabili il 17% della domanda di energia al 2020?
Ci sembra interessante la risposta che, alla domanda del titolo, ha fornito Corrado Clini (Direttore generale Sviluppo sostenibile, clima ed energia del Ministero dell’Ambienteì – nella foto) in una intervista pubblicata dal mensile Espansione (maggio 2010, pag. 25).
La pubblichiamo integralmente, precisando che si tratta solo di una parte della più ampia intervista.

D. Nel 2020 l’Italia dovrà coprire il 17% dei consumi totali di energia (elettrica, termica e trasporti) con fonti rinovabili. È fattibile?
R. «Credo che non andremo oltre il 12-14%. La causa qui è politica, o meglio di un difetto della politica italiana non certo nuovo: quello di definire e farsi carico di obiettivi più sulla base di motivazioni politico-etiche, che non sull’analisi puntuale della realtà, di quanto certi target siano poi concretamente realizzabili, con quali risorse e quale tempistica.
Le aspirazioni, quando si assumono impegni, non bastano.
Altro aspetto negativo è non aver investito in ricerca per sviluppare un’industria nazionale innovativa nel settore delle tecnologie sostenibili. Oggi siamo un grande centro di montaggio, con l’85% delle tecnologie installate tutte di importazione. Abbiamo concentrato gli sforzi a valle, privilegiando gli incentivi ai consumatori finali. Altri Paesi hanno affrontato invece il problema a monte. Come la Corea, che ha dato la pecedenza agli investimenti alla ricerca e all’industria.
L’Italia non ha molte alternative e deve decidere in fretta: o si assume gli oneri delle sanzioni per non aver rispettato gli impegni o diventa competitiva investendo in nuove tecnologie, utilizzando per sostenere le imprese le risorse che si libereranno dai tagli giàannunciati agli incentivi».













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