Radiazioni e timori irrazionali
Una ricerca de ll’Electric Power Research Institute (EPRI) è arrivata alla conclusione che le radiazioni, in piccole dosi, avrebbero rischi per la salute molto minori di quanto si pensi.
Come noto, gli effetti delle radiazioni in grandi dosi sulla salute sono stati studiati in moltissimi casi, a partire dai militari esposti in occasione dei test atomici e, poi, in seguito alle esplosioni di Hiroshima e Nagasaki.
Per le radiazioni in piccole dosi, invece, gli effetti non erano osservabili, e quindi erano stati dedotti in modo indiretto, con estrapolazioni teoriche su una stessa quantità di dose assorbita in una unica esposizione o in tempi lunghi.
Secondo la ricerca dell’EPRI (che ha confrontato i risultati di oltre 200 studi scientifici in proposito), questo metodo avrebbe sovrastimato i rischi per la salute delle radiazioni in piccole dosi: «Quando una certa quantità di radiazioni è somministrata a piccole dosi, cioè in un arco di tempo molto lungo, causa molte meno modifiche biologiche rispetto alla stessa quantità somministrata in un breve periodo».
Sulla base di questo studio la World Nuclear Association (WNA) ha chiesto all’Agenzia internazionale per l’energia atomica delle Nazioni Unite (IAEA) di non dare seguito alla proposta di abbassare il limite di sicurezza da 1 a 0,3 milliSievert all’anno (in aggiunta alla dose del fondo naturale.
Infatti «un vantaggio solo supposto in termini di sicurezza – ha affermato il direttore della WNA, John Ritch – potrebbe andare a scapito dei veri vantaggi per la salute pubblica e la protezione dell’ambiente che vengono dalla diffusione dell’energia nucleare nel mondo».
La tendenza verso limiti sempre più bassi, in assenza di prove scientifiche di vantaggi per la salute, secondo Ritch porterebbe a costi più alti e maggiori complicazioni per i produttori e gli enti regolatori di energia nucleare, senza vantaggi osservabili per la salute degli addetti o della popolazione.
Allo stesso tempo, i benefici dell’energia nucleare in termini di sicurezza, sviluppo e lotta ai cambiamenti climatici sarebbero disponibili a costi più alti.
Fin qui la notizia. A breve commento, poiché sono dichiaratamente a favore dello sviluppo dell’energia nucleare, devo dire che non l’ho riportata per cercare di far passare l’idea che i rischi del nucleare siano una sciocchezza. Tuttavia credo che tali rischi sino esagerati da parte di chi è interessato a trovare ogni motivo per contrastarne lo sviluppo dell’energia nucleare. E quello delle supposte radiazioni emesse “normalmente”, cioè senza incidenti, dalle centrali e dai depositi di rifiuti nucleari è appunto un motivo irrazionale, quando non in malafede.
Personalmente ricordo che da bambino, e fino agli anni ’80, con la famiglia si andava in Toscana a fare il bagno in terme che pubblicizzavano con grandi manifesti le proprie “acque radioattive”. Oggi le strutture termali non pubblicizzano più la cosa, ma ci sono almeno una ventina di strutture (vedi qui un breve elenco) che, nei dati analitici delle acque, ammettono che sono radioattive. Avvisando non di stare attenti, ma che la radioattività fa bene al sistema nervoso, all’artrosi e ad un’altra miriade di malanni.
D’altra parte è un fatto che tutto (nel senso di tutto) sulla Terra sia più o meno radioattivo. E che tutti gli esseri umani sono esposti ad una dose naturale di radiazioni di circa 2 milliSievert all’anno. Ma in media. Il che vuol dire che ci sono zone ove tale dose è doppia, tripla ed in qualche caso anche 10 volte superiore al valore medio, senza che questo comporti differenze nello stato di salute o nell’attesa di vita.
Ad esempio, in Italia gli abitanti del Viterbese e della zona dei Campi Flegrei sono soggetti a dosi di radiazione 2-3 volte la media nazionale.
E che dire del fatto che in Piazza San Pietro, a Roma, la radioattività è 10 volte superiore alla media nazionale, per via dei particolari blocchetti di granito usati per la pavimentazione?













giugno 13th, 2011 at 12:03
Purtroppo queste verità scientifiche non sono state divulgate, come avrebbero meritato, né dalla stampa, tanto faziosa quanto ignorante, né dalla Comunità scientifca-tecnica che si è facilmente arresa a Grillo, Di Pietro, Celentano, Bersani, e via dicendo; compresa RAI 3, la cui spudoratezza è semplicemente incommensurabile.
giugno 13th, 2011 at 12:09
Mi limito ad osservare che in occasione del referendum queste verità scientifiche purtroppo non sono state divulgate come avrebbero meritato. Tutto il mio appoggio al dott. Filipponi.