Sono sempre più le aziende americane che decidono di aumentare la potenza dei propri reattori nucleari già in funzione. Si tratta di un mercato di oltre 25 miliardi di dollari solo negli Stati Uniti, secondo Jim Bernhard, presidente della società energetica Shaw.
In occasione della recente presentazione dei risultati del Gruppo, Bernhard ha sottolineato che 37 dei 104 reattori americani in esercizio hanno completato o stanno portando avanti processi per l’aumento della capacità. La Shaw ha partecipato a oltre metà di questi procedimenti, che in totale hanno aggiunto oltre 3.000 nuovi MW elettrici: più o meno l’equivalente di tre nuovi reattori.

La società Exelon, che è la prima società nucleare americana e la terza nel mondo ( con 17 reattori, pari al 20% della potenza nucleare installata negli USA), negli ultimi 10 anni ha aumentato di 1.100 MW la capacità complessiva dei propri impianti. Nel giugno 2009 ha lanciato un programma di ripotenziamento per 1.300-1.500 MW elettrici entro il 2017, con una spesa di 3,5 miliardi di dollari: un investimento minore e con meno rischi economici rispetto alla costruzione di nuovi reattori con una capacità equivalente. Il procedimento è in corso in 5 centrali, ed entro il 2010 inizierà in altri 9 reattori.

Un’altra società, l’Entergy, progetta da parte sua di aumentare del 13% la potenza del reattore da 1.297 MW della centrale Grand Gulf, sul Mississippi, che diventerà così il reattore di maggiore potenza degli Stati Uniti.

Secondo la Nuclear Regulatory Commission (NRC), che deve approvare tutti i cambiamenti ingegneristici nelle centrali nucleari, saranno circa 40 i progetti di ripotenziamento nei prossimi tre anni, per un aumento totale di ulteriori 2.075 MW elettrici.

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