Si comincia a parlare di cose serie e, finalmente, cominciano a venire i nodi al pettine.
Parlo della questione dei siti per le ipotetiche centrali nucleari italiane. E dico “finalmente” perché non credo che le centrali si possano costruire sì … però in nessun posto. Se si devono fare, il primo fondamentale problema è dove. Quindi prima se ne parla, meglio è.La vecchia centrale nucleare di Latina

Mi dispiace allora che la palla non sia stata messa in gioco dal Governo che propone di tornare al nucleare, ma dai Verdi. Il cui leader, Angelo Bonelli, ha ieri annunciato lo scoop dei siti possibili, immagino con l’obiettivo di iniziare a dar vita alla «mobilitazione democratica delle popolazioni per dire no al nucleare e si al solare».
Il che mi sembra tanto uno “scoop” tirato fuori dal cassetto per cominciare a creare un po’ di dubbi e di panico tra la gente. Due ingredienti che, alla fin fine, sono pur sempre il nutrimento migliore di ogni opposizione: nel dubbio e nel timore, per non sbagliare, sempre meglio “no”.

In realtà, che ci sia una lista è assurdo e ragionevole. Assurdo perché, se anche la lista ci fosse, non avrebbe alcun significato. Mancano un mucchio di decreti legislativi prima che si possa parlare seriamente di localizzazione, tra cui il fondamentale provvedimento che stabilisca i criteri su dove è possibile farle e dove no. Se non si conosco i criteri di scelta come si fa a scegliere? Senza contare che (anche dopo che si conosceranno i criteri di scelta) le industrie potranno al massimo proporre dei siti, ma la scelta spetta al Governo.

Nello stesso tempo è molto ragionevole che chi le centrali si propone di costruirle cominci a pensare anche a dove sarebbe tecnicamente meglio farlo. Quindi mi auguro proprio che Enel, Edison, Eni e le altre società che stanno pensando al nucleare il problema dei siti se lo stiano già ponendo.

Come dichiara l’Agenzia Internazionale dell’Energia dell’OCSE , la situazione energetica sta da tempo scivolando su una brutta china. Tale che non è solo necessario, ma proprio urgente fare tutto il fattibile. Quindi sole, vento, idrico, biomasse, cattura e sequestro geologico della CO2, altre nuove tecnologie e anche nucleare. Che resta l’unica fonte (nel breve termine proprio l’unica) in grado di fornire elevate quantità di energia, di qualità e costi adeguati, senza alcuna emissione di CO2.

Quindi parliamone di dove costruirle, le centrali, se le vogliamo costruire. Non dico che si debba arrivare a fare come in Francia, dove gli Enti locali litigano per essere scelti come nuovi siti nucleari, o come in Svezia, dove invece litigano per essere scelti come sito del deposito definitivo di rifiuti nucleari, per via dei benefici economici che ne derivano.
Mi accontenterei di uno scatto di orgoglio civile, che renda glio Enti locali disponibili ad una serena discussione per scegliere i posti tecnicamente più idonei. E più convenienti per il Paese intero.

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