Sul pianeta vivono oggi 7 miliardi di persone. La settemiliardesima nascerà i primi mesi del 2012, ma, insomma, ci siamo.
Dal punto di vista energetico, questo fatto pone una serie numerosa di domande tutt’altro che banali. In particolare: l’energia che siamo in grado di produrre è sufficiente per tutti? A quali condizioni? E che succede se gli abitanti del pianeta continuano a crescere?

Nel come ci si pone di fronte a queste domande sta il succo di tutte le politiche energetiche. Non tanto a livello globale – visto che non è ancora immaginabile una politica energetica globale – ma proprio per le scelte dei singoli Paesi, tra i quali l’Italia non fa ovviamente eccezione.

Qui sotto i fatti, che proviamo a elencare  nel modo più neutro possibile (tutti i dati sono tratti dalle ultime statistiche dell’International Energy Agency- IEA).

1.
Nel 2010 i consumi mondiali di energia hanno superato i  12 miliardi di tep (tonnellate equivalenti di petrolio).

2. Si tratta di una quantità enorme di energia, corrispondente  - tanto per averne un’idea tangibile – al bruciare   23.500 tonnellate di petrolio ogni minuto. Enorme, ma  non  equamente suddivisa: circa il  45% è infatti consumata dal 18% degli abitanti il pianeta (quelli  ricchi, cioè  gli 1,2 miliardi dei Paesi industrializzati), mentre il rimanente  82% di abitanti (cioè tutti gli altri 5,8 miliardi) si dividono  il restante 55% di energia.
Nel caso della forma più pregiata di energia (quella elettrica) il divario è anche maggiore, perchégli 1,2 miliardi di “ricchi” ne utilizzano  il 53%. Il restante 47% di elettricità è utilizzato da circa 4,3 miliardi di persone, mentre sono ancora 1,5 miliardi quelli che non hanno mai acceso una lampadina, perché non hanno accesso all’energia elettrica.

3. Queste le fonti di energia utilizzate per soddisfare la domanda mondiale: petrolio 33%, carbone 27%, gas 21%, legno e altre biomasse 10%, nucleare 6%, idroelettrico 2%, tutte le altre fonti rinnovabili meno di 1%.
La quota del legno e delle biomasse (10%) è illuminante sul divario di energia che esiste tra i consumi di un cittadino occidentale e quello di un Paese arretrato. Quella quota infatti (che peraltro comprende anche una frazione della domanda dei Paesi occidentali) soddisfa tutti i consumi di circa 2,5 miliardi di persone, che per le proprie esigenze energetiche dipendono appunto da legno, arbusti, residui agricoli e persino letame essiccato (una forma di energia, quest’ultima, ancora significativa in alcune zone).

Domanda: è sostenibile questa situazione?

Probabilmente no, nemmeno nel caso in cui – come molti senza accorgersene si augurano –  nel mondo continuino ad esserci un miliardo di persone che muore di fame e altri due miliardi che sopravvivono in povertà estrema.
Certamente no, se si vuole almeno ipotizzare che tutti gli abitanti del pianeta possano avere un minimo di vita civile, qualunque cosa si voglia intendere con questa espressione.

C’è infatti un ulteriore piccolo dettaglio da considerare:

4. La popolazione mondiale aumenta ogni anno di circa 90 milioni di abitanti. Il tasso è in lieve decremento, ma tutte le organizzazioni internazionali concordano che tra 20 anni saremo circa 8,5 miliardi e nel 2050 poco meno di 10 miliardi. Inoltre tutto l’incremento di popolazione sarà a carico dei Paesi in via di più o meno accelerato sviluppo, che passeranno dagli attuali 5,8 a oltre 8 miliardi di abitanti nel 2050. La popolazione dei Paesi ricchi resterà invece pressoché invariata su circa 1,3 miliardi.
Cioè aumenteranno di numero solo gli abitanti dei Paesi che oggi hanno scarsi consumi pro-capite, e che invece (ahimè) vogliono anch’essi lavatrici e frigoriferi, automobili e condizionatori, che vogliono viaggiare, fare vacanze e avere più beni e proprietà.

Certo, sarebbe bello se tutti i cinesi continuassero ad andare solo e sempre in bicicletta. Ma non è così. I consumi di energia aumenteranno. E non di poco.
Di quanto? Secondo l’IEA del 38-40% al 2030, salendo a 16,8 miliardi di tep. Ma questo solo se 1 miliardo di persone continuerà a non avere accesso all’elettricità e se, nel complesso, 3 miliardi avranno consumi quasi irrisori.

Ci sarà energia per tutti? Non lo sappiamo. Quello che sappiamo per certo è che, nella  ipotesi più plausibile, l’energia ci sarà, ma costerà molto più di oggi. E solo a condizione  che si sfruttino tutte, ma proprio tutte le risorse disponibili. Petrolio, gas e carbone soprattutto, poi le fonti rinnovabili, e infine anche il nucleare, pur con i rischi che presenta.
E non basterà. La vera speranza sta infatti nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie. Che fortunatamente ci sono, molte addirittura strabilianti eppure già in fase di sviluppo e promettenti. Anche se al momento non sembrano interessare gran che la politica del nostro Paese.

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