Patrick Moore

Credo sia significativo il fatto che sempre più spesso molti ambientalisti di rango si dichiarino favorevoli al nucleare ritenendola l’unica (non una delle, ma l’unica) fonte di energia in grado soddisfare le crescenti esigenze energetiche dell’umanità senza avere impatti negativi sul clima. Nel senso che le centrali nucleari producono energia in grande quantità, ma non hanno emissioni né di sostanze inquinanti, né di CO2.

Il punto che sottolineo, però, è che nel fare questa scelta gli ambientalisti di cui sopra (che ormai sono troppo numerosi per essere citati, ma voglio almeno ricordare James Lovelock, l’inventore della teoria di Gaia, che è considerato un po’ il “padre” degli ambientalisti moderni) non dicono che quella nucleare è purtroppo una scelta doverosa per il clima, anche se……

Nossignore. Siccome (da una opposizione aprioristica o ideologica) per valutare le varie opzioni che li hanno portati a cambiare idea  si sono finalmente documentati a dovere sul nucleare, è successo che sono spariti i “purtroppo” e i “se”.
Si sono cioè accorti che i benefici per il clima non vengono pagati né in termini economici, né di sicurezza.

Riporto a titolo di esempio il caso di Patrick Moore (nella foto: è stato uno dei fondatori di Greenpeace) che, in un intervento su Repubblica dello scorso 26 novembre, scrive quanto segue:

« Consideriamo attentamente gli argomenti contro il nucleare.
1.   L’energia nucleare è costosa. In realtà: è una delle fonti di energia meno care. Uno studio comparativo pubblicato nel gennaio 2008 dal Brattle Group per lo stato del Connecticut stimava che l’energia nucleare (a $4.038 per kW) può avere il più alto costo di capitale, ma produce l’elettricità meno costosa.
2.   Le centrali non sono sicure. In realtà: Chernobyl è stato l’unico caso di reattore nucleare civile che abbia provocato vittime tra gli abitanti. E fu un incidente annunciato. Quel vecchio modello di reattore non aveva vasi di contenimento, era mal progettato. Il forum su Chemobyl delle Nazioni Unite segnalò nel 2006 che solo 56 morti potevano essere attribuite direttamente all’incidente, nulla a confronto con i più di 5.000 morti l’anno nel mondo per incidenti nelle miniere di carbone.
3.   Le scorie saranno pericolose per migliaia di anni. In realtà: tra 40 anni, il combustibile usato avrà meno di un millesimo della radioattività che aveva quando fu rimosso da un reattore. E non è corretto definirle scorie, perché il 95 % dell’energia potenziale è ancora contenuto nel combustibile usato dopo il primo ciclo. Ora è possibile usare quell’energia e ridurre la quantità di scorie da smaltire.
4.   I reattori sono vulnerabili agli attacchi terroristici. In realtà: il vaso di contenimento di cemento armato spesso due metri protegge il contenuto. E anche se un jumbo-jet dovesse infrangersi contro un reattore, questo non esploderebbe. Ci sono molte strutture più vulnerabili, tra cui gli impianti di gas naturale liquefatto.
5.   II combustibile nucleare può essere deviato per costruire armi nucleari. In realtà questo non è un argomento che ne giustifichi la messa al bando. Una combinazione di energia nucleare, idroelettrica, biomassa e geotermica è un modo sicuro e amico dell’ambiente per soddisfare i bisogni di energia del mondo».

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