A proposito di nucleare, come si dice NIMBY in svedese?
La sindrome NIMBY (not in my back yard, cioè non nel mio cortile) è uno dei fattori che creano più riserve da parte dell’opinione pubblica verso le centrali nucleari e i depositi di rifiuti nucleari (oltre che, in verità, verso praticamente tutte le tipologie di grandi infrastrutture). Molti non sono contrari alle centrali nucleari, purché lontano dalla propria città.
Non è detto però che questo comportamento sia immutabile. La possibilità di un cambiamento è dimostrata ad esempio da Mark O’Donovan, direttore della rivista on-line ENS news della European Nuclear Society.
Nell’editoriale del numero di autunno 2009, O’Donovan riconosce che la sindrome NIMBY nasce dall’istinto di conservazione innato in ogni essere umano, ma rileva che non è l’unico fattore che influenza le decisioni.
Al riguardo O’Donovan racconta la propria sua esperienza durante un recente viaggio in Svezia, e in particolare nel villaggio di Forsmark (vicino a Uppsala, nella Svezia centro-orientale), presso cui sorgono una centrale nucleare con tre reattori (per complessivi 3.200 MW) e il deposito dei rifiuti nucleari svedesi.
Visitando il deposito, gestito alla Swedish Nuclear Fuel and Waste Management Company (SKB), O’Donovan ha constatato quanto l’approccio partecipativo abbia ottenuto positivi effetti.
Infatti la popolazione locale è stata coinvolta nelle decisioni fin dall’inizio, cioè dalle discussioni preliminari sulla località da scegliere come sito per il deposito. Grazie alla trasparenza e ad una opportuna comunicazione, la popolazione di Forsmark ha accolto con favore crescente la scelta di ubicare il deposito di scorie in prossimità delle loro abitazioni.
Gli abitanti di Forsmark, nota O’Donovan, non hanno istinti di conservazione diversi da quelli di tutti gli altri esseri umani del mondo: semplicemente, hanno una chiara conoscenza di quali siano i propri interessi, e si sono comportati di conseguenza. Anzi: se dal 1988 il deposito di Forsmark ospita le scorie di livello basso e intermedio, la cittadinanza ha proposto il sito anche come sede del deposito finale dei rifiuti ad alta attività, quelle le più radioattive.













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