Te la do io la sostenibilità (tra carbone e ipotesi IEA)
Negli ultimi dieci anni il carbone ha soddisfatto il 47% della domanda di energia elettrica su scala mondiale. Un risultato che ha messo in ombra i pur impressionanti progressi che sono stati conseguiti nella crescita delle fonti rinnovabili, sommati a quelli – meno rilevanti ma comunque significativi – ottenuti con misure di efficienza energetica.
Nonostante gli sforzi compiuti da numerosi Paesi, resta dunque lontano l’obiettivo concordato nei vari vertici internazionali di contenere l’aumento della temperatura terrestre entro 2 °C.
È questo il principale dato sottolineato dal Clean Energy Progress Report, il rapporto realizzato dall’International Energy Agency (IEA) sullo stato di avanzamento e sulla distribuzione mondiale delle tecnologie energetiche pulite, presentato a inizio mese in occasione della seconda edizione del “Clean Energy Ministerial”, svoltasi ad Abu Dhabi.
A partire dagli anni ’90 – si legge nel rapporto – a livello globale la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è cresciuta ad una media del 2,7% all’anno, un valore inferiore al tasso di crescita della domanda mondiale di elettricità che è stato pari al 3%.
Per poter conseguire l’obiettivo di un dimezzamento delle emissioni mondiali di CO2 entro il 2050 – afferma l’IEA – occorre che già nel 2020 l’energia prodotta con le fonti rinnovabili sia almeno il doppio di quella attuale. Un risultato che può essere ottenuto con difficoltà, e solo a condizione di adottare politiche molto più aggresive, in grado di rimuovere molto velocemente gli ostacoli tecnici e burocratici che si frappongono ad una più accelerata penetrazione delle rinnovabili, oltre che di renderne finanziariamente stabile il mercato nel lungo periodo grazie a incentivi trasparenti e affidabili.
Ma secondo l’IEA le fonti rinnovabili non risolvono. Occorrono molte altre cose, anzi, per la [Leggi tutto...]





















