Energia, ambiente, sviluppo sostenibile

  • Home

Te la do io la sostenibilità (tra carbone e ipotesi IEA)

Categoria: Energia, Sviluppo Sostenibile - Pubblicato il: apr.19, 2011

Negli ultimi dieci anni il carbone ha soddisfatto il 47% della domanda di energia elettrica su scala mondiale. Un risultato che ha messo in ombra i pur impressionanti progressi che sono stati conseguiti nella crescita delle fonti rinnovabili, sommati a quelli – meno rilevanti ma comunque significativi – ottenuti con misure di efficienza energetica.
Nonostante gli sforzi compiuti da numerosi Paesi, resta dunque lontano  l’obiettivo concordato nei vari vertici internazionali di contenere l’aumento della temperatura terrestre entro 2 °C.
È questo il principale dato sottolineato dal Clean Energy Progress Report, il rapporto realizzato dall’International Energy Agency (IEA) sullo stato di avanzamento e sulla distribuzione mondiale delle tecnologie energetiche pulite, presentato a inizio mese in occasione della seconda edizione del “Clean Energy Ministerial”, svoltasi ad Abu Dhabi.

A partire dagli anni ’90 – si legge nel rapporto – a livello globale la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è cresciuta ad una media del 2,7% all’anno, un valore inferiore al tasso di crescita della domanda mondiale di elettricità  che è stato pari al 3%.
Per poter conseguire l’obiettivo di un dimezzamento delle emissioni mondiali di CO2 entro il 2050 – afferma l’IEA – occorre che già nel 2020 l’energia prodotta con le fonti rinnovabili sia almeno il doppio di quella attuale. Un risultato che può essere ottenuto con difficoltà, e solo a condizione di adottare politiche molto più aggresive, in grado di rimuovere  molto velocemente gli ostacoli tecnici e burocratici che si frappongono ad una più accelerata penetrazione delle rinnovabili, oltre che di renderne finanziariamente stabile il mercato nel lungo periodo grazie a incentivi trasparenti e affidabili.

Ma secondo l’IEA le fonti rinnovabili non risolvono. Occorrono molte altre cose, anzi, per la [Leggi tutto...]

Condividi:

  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • RSS
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Diggita
  • LinkedIn
  • PDF
  • StumbleUpon
Tags: carbone, efficienza energetica, emissioni CO2, Energia, nucleare, rinnovabili, sostenibilità

Commenti (1)

Le rinnovabili contestate

Categoria: Ambiente, Sviluppo Sostenibile - Pubblicato il: apr.16, 2011

L’Italia ha il record dell’opposizione locale alla realizzazione di infrastrutture e impianti di ogni genere. Non si riesce a proporre qualcosa che – indipendentemente da ogni valutazione costi benefici, e quasi sempre prima di ogni valutazione – ci si ritrova con comitati più o meno locali o associazioni nazionali che si battono per impedirne la realizzazione, per via dei possibili impatti ambientali e sanitari, o semplicemente perché sono brutti da vedere.

Non è che la protesta sia sempre un male. Anzi. Fa parte del gioco democratico e per molti versi è un bene: se non ci fosse si dovrebbe inventare. Solo che da noi è diventata una moda, il più delle volte irrazionale. Che ora non risparmia nemmeno le fonti rinnovabili.

La conferma arriva dai dati dell’Osservatorio Nimby Forum, che anche quest’anno ha analizzato la situazione delle contestazioni alle opere di pubblica utilità e agli insediamenti industriali sul territorio italiano. Risultano essere almeno 320 le opere contestate, con al primo posto i progetti di generazione elettrica (58%), seguiti dalle opere per lo smaltimento dei rifiuti (32,5%), dalle infrastrutture di vario genere (5,3%) e dagli impianti industriali (4,1%).
Geograficamente la maggiore protesta riguarda il Nord, con circa il 50% delle contestazioni, mentre il resto è abbastanza suddiviso tra centro e sud.

Il Rapporto Nimby 2010 conferma cose già note, ma che vale la pena ricordare. Da quando è [Leggi tutto...]

Condividi:

  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • RSS
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Diggita
  • LinkedIn
  • PDF
  • StumbleUpon
Tags: Ambiente, Energia, Nimby, rinnovabili

Lascia un commento

Non c’è solo lo tsunami giapponese sul mercato energetico globale

Categoria: Energia, Sviluppo Sostenibile - Pubblicato il: apr.05, 2011

Il mondo dell’energia è in  movimento, e probabilmente molto più di quanto già  non sembri.
Tra le dinamiche evidenti, ci sono almeno quattro fattori di evoluzione  che vanno considerati. Tutti singolarmente importanti, che però nell’insieme, considerando le inevitabili interrelazioni,  acquistano una valenza globale dalle conseguenze imprevedibili.

L’argomento è di complessità estrema, per cui qui, nello spazio di un post, ci limitiamo solo a elencare i singoli punti.

1. Accelerato sviluppo di Paesi con circa 3 miliardi di abitanti. È il fenomeno più evidente, destinato inevitabilmente a rivoluzionare il flusso fisico e finanziario dell’intero mercato energetico. Con effetti settoriali in parte ipotizzabili, anche se è poi impossibile prevederne l’effetto globale.
Si da ad esempio per  scontato che nei prossimi 20 anni la domanda complessiva di energia aumenterà di circa il 40%, che praticamente tutta questa nuova energia sarà destinata ai Paesi oggi ancora in via di sviluppo (e soprattutto alla Cina) , che sarà soddisfatta facendo ricorso a maggiori quantitativi di petrolio e soprattutto di gas e di carbone.

Questo primo fattore è sicuramente destinato a rivoluzionare la struttura del sistema energetico mondiale. Ma progressivamente. Nell’immediato avranno probabilmente più rilevanza i tre punti seguenti.

2. Evoluzione dei Paesi arabi e crisi politica del nord Africa. Il fenomeno sta portando forti sconvolgimenti sul piano economico-diplomatico, ma anche su quello della sicurezza degli approvvigionamenti energetici per l’Europa ed in particolare per l’Italia. Soprattutto gli eventi libici [Leggi tutto...]

Condividi:

  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • RSS
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Diggita
  • LinkedIn
  • PDF
  • StumbleUpon
Tags: carbone, Energia, gas, nucleare, petrolio, rinnovabili

Lascia un commento

L’importanza dei numeri nel mondo dell’energia: 7 miliardi

Categoria: Energia, Sviluppo Sostenibile - Pubblicato il: apr.01, 2011

Sul pianeta vivono oggi 7 miliardi di persone. La settemiliardesima nascerà i primi mesi del 2012, ma, insomma, ci siamo.
Dal punto di vista energetico, questo fatto pone una serie numerosa di domande tutt’altro che banali. In particolare: l’energia che siamo in grado di produrre è sufficiente per tutti? A quali condizioni? E che succede se gli abitanti del pianeta continuano a crescere?

Nel come ci si pone di fronte a queste domande sta il succo di tutte le politiche energetiche. Non tanto a livello globale – visto che non è ancora immaginabile una politica energetica globale – ma proprio per le scelte dei singoli Paesi, tra i quali l’Italia non fa ovviamente eccezione.

Qui sotto i fatti, che proviamo a elencare  nel modo più neutro possibile (tutti i dati sono tratti dalle ultime statistiche dell’International Energy Agency- IEA).

1.
Nel 2010 i consumi mondiali di energia hanno superato i  12 miliardi di tep (tonnellate equivalenti di petrolio).

2. Si tratta di una quantità enorme di energia, corrispondente  - tanto per averne un’idea tangibile – al bruciare   23.500 tonnellate di petrolio ogni minuto. Enorme, ma  non  equamente suddivisa: circa il  45% è infatti consumata dal 18% degli abitanti il pianeta (quelli  ricchi, cioè  gli 1,2 miliardi dei Paesi industrializzati), mentre il rimanente  82% di abitanti (cioè tutti gli altri 5,8 miliardi) si dividono  il restante 55% di energia.
Nel caso della forma più pregiata di energia (quella elettrica) il divario è anche maggiore, perché [Leggi tutto...]

Condividi:

  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • RSS
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Diggita
  • LinkedIn
  • PDF
  • StumbleUpon
Tags: biomasse, carbone, Energia, gas, nucleare, petrolio, rinnovabili

Lascia un commento

Qualcosa da dire sugli incentivi alle fonti rinnovabili

Categoria: Energia - Pubblicato il: mar.22, 2011

La vicenda degli incentivi per il fotovoltaico (e più ingenerale per le nuove fonti rinnovabili) è sicuramente complessa. Tale da non poter essere semplificata eccessivamente. Tuttavia, nello spazio di un post per un blog, c’è qualcosa che va detto. E cioè che non è una cosa seria, tanto per cambiare.

In Italia c’è sicuramente la necessità di sviluppare la produzione di energia da fonti rinnovabili, anche se sarebbe meglio dire – come fa Obama in America – “energia pulita”, cioè a basso impatto ambientale e senza emissioni di CO2.
Le opzioni possibili sono parecchie, anche senza considerare tecnologie ancora sperimentali o di nicchia. Certamente l’eolico e il solare, ma anche il geotermico, il mini-idraulico, le bioenergie nelle varie forme (biocarburanti, biogas, combustibili solidi). E poi c’è la grande risorsa rappresentata dall’efficienza energetica, che detto così sembra una cosa sola, ma che in realtà racchiude decine di tecnologie diverse. 

In teoria tutte queste fonti di energia dovrebbero essere incentivate. In pratica le uniche che lo sono state davvero sono l’eolico e soprattutto e il solare fotovoltaico. Lo sono state al punto che oggi tutti gli operatori del settore, quelli che finora ne hanno largamente beneficiato, si dichiarano d’accordo sul fatto che il sistema di incentivi vada rivisto. Nel senso di ridotto, ma non troppo.

Noi invece ci chiediamo se l’obiettivo di fondo sia finanziare l’eolico e il fotovoltaico oppure produrre energia pulita. Perché, se lo scopo fosse quest’ultimo, allora logica vorrebbe che si valuti come farlo nel modo migliore, cioè con il maggior rendimento energetico, con i costi minori e possibilmente anche con i maggiori benefici per il sistema industriale italiano.

La prima osservazione al riguardo è che, finanziando eolico e fotovoltaico, si è scelto di ignorare l’aspetto economico, sia perché sono le fonti più costose, sia perché sono quelle con [Leggi tutto...]

Condividi:

  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • RSS
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Diggita
  • LinkedIn
  • PDF
  • StumbleUpon
Tags: eolico, fotovoltaico, geotermia, mini-idro, nucleare, rinnovabili, solare, solare termico

Lascia un commento

Il capolavoro del San Gottardo in Svizzera e della Val di Susa in Italia

Categoria: Ambiente, Sviluppo Sostenibile - Pubblicato il: ott.17, 2010

Ieri è caduto l’ultimo diaframma che separava i due versanti della galleria ferroviaria del San Gottardo, in Svizzera. È la galleria più lunga del mondo (57 km), applaudita in diretta dai Ministri europei dei Trasporti riuniti in Lussemburgo – tra cui il nostro Altero Matteoli – ed esaltata da troupe televisive provenienti da mezzo mondo.

In Italia non mi sembra se ne sia parlato, al di là di qualche sparuta news televisiva e qualche trafiletto su pochi giornali.

Eppure è un’opera grandiosa, realizzata a 20 km dal confine italiano.
Per capire davvero di cosa stiamo parlando, si consideri che l’opera è in corso di realizzazione da quasi 11 anni e, oltre alla vera e propria galleria del San Gottardo, prevede anche una galleria di 20 km sotto lo Zimmerberg e un’altra di 15 km sotto il Ceneri. Il che, considerati anche i tunnel di servizio e di sicurezza, porta ad un totale di 153 km di gallerie.

Nelle viscere delle tre montagne lavorano oltre 2.000 tra operai, ingegneri, geologi, topografi e tecnici vari, per i quali nelle vallate circostanti sono stati realizzati ex novo interi villaggi prefabbricati (alcuni con 800 residenti). Centinaia di tonnellate di esplosivo e una gigantesca fresa producono decine di milioni di tonnellate di detriti in ambienti tipici e “ristretti” come quelli alpini. I lavori dovrebbero essere completati nel 2017.

Ripeto, un’opera gigantesca. Che ovviamente ha avuto e sta avendo un impatto ambientale proporzionato.
Eppure il consenso è stato pressoché unanime da parte di comunità locali, di Verdi e ambientalistii. Praticamente le uniche contestazioni – e pure modeste – sono state limitate alla fase iniziale da parte della destra più conservatrice, legata al locale Partito degli automobilisti.

In Italia sarebbe pensabile non tanto un’opera simile, ma qualcosa anche solo lontanamente confrontabile?
La risposta temiamo debba essere affidata alle decine di migliaia di persone che ancora la scorsa settimana (9 ottobre) hanno manifestato in Val di Susa al grido di No TAV, con tanto di sindaci e rappresentati di organizzazioni sindacali in testa.

Condividi:

  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • RSS
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Diggita
  • LinkedIn
  • PDF
  • StumbleUpon
Tags: Ambiente, Nimby, sostenibilità

Commenti (1)

Il nucleare indispensabile per il clima, secondo le agenzie energetiche dell’OCSE

Categoria: Energia, Sviluppo Sostenibile - Pubblicato il: giu.20, 2010

Per tagliare sul serio le emissioni di gas serra – ridurre cioè del 50% le emissioni di CO2 dovute al settore energetico - occorrerà arrivare a produrre con il nucleare il 25% dell’elettricità mondiale.
Lo afferma la Roadmap sulle tecnologie energetiche  presentata all’Asian Climate Forum tenutosi a Seul il 16 giugno dall’International Energy Agency (IEA) e dalla Nuclear Energy Agency (NEA), le due principali agenzie energetiche dell’OCSE (l’organizzazione per la cooperazione tra Paesi industrializzati).
Al momento, si legge nel dossier, la potenza nucleare installata (373.000 MW) soddisfa il 14% della domanda elettrica mondiale. Nello scenario di una riduzione del 50% delle emissioni di CO2 entro il 2050, l’IEA stima che la capacità nucleare debba arrivare a 1,2 milioni di MW entro il 2050, fornendo così (considerata la maggiore domanda globale che verrà nel frattempo registrata) appunto circa il 25% del fabbisogno mondiale di elettricità a quella data.

Dunque: triplicare l’attuale potenza installata. Un programma “ambizioso” ma “realizzabile” secondo la Roadmap, che rileva come il nucleare sia una tecnologia matura, senza emissioni di CO2 e pronta a espandersi rapidamente nel prossimo decennio. «Gli ultimi reattori ora in fase di realizzazione in diversi Paesi del mondo – afferma l’IEA – sono costruiti sulla base di oltre 50 anni di sviluppo tecnologico» e sono «affidabili e competitivi» per diventare «pilastri per l’espansione del nucleare dopo il 2020».

Ovviamente rimangono alcuni nodi cruciali da superare per garantire una completa [Leggi tutto...]

Condividi:

  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • RSS
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Diggita
  • LinkedIn
  • PDF
  • StumbleUpon
Tags: emissioni CO2, Energia, nucleare, politica energetica, sostenibilità

Lascia un commento

Costi e occupazione del suolo di nucleare, eolico e solare

Categoria: Ambiente, Energia - Pubblicato il: mag.26, 2010

La tabella mette a confronto i costi capitale di una centrale nucleare EPR da 1.600 MW (quelle che Enel ipotizza di realizzare in Italia) con i costi capitale da prevedere per produrre la stessa quantità di energia elettrica con centrali eoliche, fotovoltaiche e solari termodinamiche  CCP (cioè a collettori cilindro-parabolici, del tipo, per intenderci, della centrale Archimede che Enel sta completando in Sicilia, presso Priolo, e che attualmente costituiscono la tecnologia più efficiente per il solare termodinamico). Viene inoltre evidenziata l’occupazione del territorio necessaria alle varie tecnologie, sempre nell’ottica di produrre la stessa quantità di energia della centrale nucleare da 1.600 MW.



Per la migliore comprensione dei dati si tenga presente quanto segue:

NUCLEARE – Il fattore di disponibilità dichiarato dal costruttore Areva è del 92%. Il dato da noi riportato (90%) appare attendibile, considerato che negli ultimi anni la disponibilità media delle “vecchie” centrali in servizio in occidente è stata di circa l’83%, e l’EPR adotta innovazioni basate sull’esperienza acquisita. Ricordiamo che il fattore di disponibilità indica il tempo medio [Leggi tutto...]

Condividi:

  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • RSS
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Diggita
  • LinkedIn
  • PDF
  • StumbleUpon
Tags: costo kWh, efficienza energetica, eolico, fotovoltaico, impatto ambientale, nucleare, solare

Commenti (3)

Raggiungeremo l’obiettivo di coprire con le rinnovabili il 17% della domanda di energia al 2020?

Categoria: Energia - Pubblicato il: mag.12, 2010

Ci sembra interessante la risposta che, alla domanda del titolo, ha fornito Corrado Clini (Direttore generale Sviluppo sostenibile, clima ed energia del Ministero dell’Ambienteì – nella foto) in una intervista pubblicata dal mensile Espansione (maggio 2010, pag. 25).
La pubblichiamo integralmente, precisando che si tratta solo di una parte della più ampia intervista.

D.  Nel 2020 l’Italia dovrà coprire il 17% dei consumi totali di energia (elettrica, termica e trasporti) con fonti rinovabili. È fattibile?

R.  «Credo che non andremo oltre il 12-14%. La causa qui è politica, o meglio di un difetto della politica italiana non certo nuovo: quello di definire e farsi carico di obiettivi più sulla base di motivazioni politico-etiche, che non sull’analisi puntuale della realtà, di quanto certi target siano poi concretamente realizzabili, con quali risorse e quale tempistica.
Le aspirazioni, quando si assumono impegni, non bastano.
Altro aspetto negativo è non aver investito in ricerca per sviluppare un’industria nazionale innovativa nel settore delle tecnologie sostenibili. Oggi siamo un grande centro di montaggio, con l’85% delle tecnologie installate tutte di importazione. Abbiamo concentrato gli sforzi a valle, privilegiando gli incentivi ai consumatori finali.  Altri Paesi hanno affrontato invece il problema a monte. Come la Corea, che ha dato la pecedenza agli investimenti alla ricerca e all’industria.
L’Italia non ha molte alternative e deve decidere in fretta: o si assume gli oneri delle sanzioni per non aver rispettato gli impegni o diventa competitiva investendo in nuove tecnologie, utilizzando per sostenere le imprese le risorse che si libereranno dai tagli giàannunciati agli incentivi».

Condividi:

  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • RSS
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Diggita
  • LinkedIn
  • PDF
  • StumbleUpon
Tags: competitività, Energia, ricerca, rinnovabili, sostenibilità

Lascia un commento

L’Italia per quasi un decennio non avrà bisogno di nuove centrali. Perchè, allora, dobbiamo costruirle oggi?

Categoria: Energia, Sviluppo Sostenibile - Pubblicato il: mag.07, 2010

A fine 2008 (ultimi dati ufficiali disponibili da Terna) la potenza elettrica efficiente netta installata in Italia era di 98.625 MW (102.336 MW lordi).
Ovviamente, non tutta questa potenza è sempre disponibile, sia perché gli impianti possono avere guasti e in ogni caso vanno periodicamente fermati per manutenzione, sia perché la produzione delle rinnovabili (in particolare acqua e vento) è legata alla disponibilità della risorsa, sia per altri motivi tecnici ed anche economici.
Ma comunque è un dato di fatto che in Italia c’è abbondanza di potenza elettrica rispetto alle esigenze della domanda. Che nella sua punta massima (ore 12 del 26 giugno) nel 2008 ha impegnato 55.292 MW (la massima storica, nel giugno 2007, è stata di 56.822 MW).

Peraltro va anche detto che, oltre alla potenza nazionale, resta disponibile la risorsa dell’importazione, cui nel 2008 abbiamo attinto per l’equivalente di oltre l’11% della domanda complessiva (da sottolineare che importiamo elettricità non per bisogno, ma esclusivamente per ragioni economiche, poiché l’energia importata ci costa meno di quella che produciamo, pur considerando che chi ce la vende non lo fa a prezzo di costo, ma guadagnandoci sopra).
Infine si aggiunga che nel 2009 la domanda elettrica è diminuita di circa il 7% rispetto al 2008, mentre la potenza installata continua ad aumentare.
Nel 2009 sono infatti entrati in servizio non meno di 2.830 nuovi MW (1.400 MW termoelettrici a gas, 620 MW eolici, 170 MW da biomasse, 40 MW geotermici, oltre 600 MW fotovoltaici).

In questa situazione, considerato che gran parte del parco termoelettrico è costretto a funzionare a potenza ridotta o per un numero limitato di ore, perché dovremmo continuare a costruire nuove centrali? Tecnicamente, infatti, non ne avremmo bisogno per svariati anni, tanto più che [Leggi tutto...]

Condividi:

  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • RSS
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Diggita
  • LinkedIn
  • PDF
  • StumbleUpon
Tags: Ambiente, carbone, Energia, gas, nucleare, rinnovabili

Commenti (5)

« previous entries  
Pagina successiva »
  • subscribe
  • Categorie

    • Ambiente (12)
    • Energia (42)
    • Informazione e comunicazione (6)
    • Sviluppo Sostenibile (19)
  • Post più letti

    Costi e occupazione del suolo di nucleare, eolico e solare

    L’Italia per quasi un decennio non avrà bisogno di nuove centrali. Perchè, allora, dobbiamo costruirle oggi?

    Sicuri che non si possano spendere meglio i soldi che stiamo buttando nel fotovoltaico?

    L’informazione sugli OGM cui ci opponiamo e quelli che, tranquillamente, mangiamo

    I 4 reattori nucleari ancora in servizio per la ricerca in Italia

    Confronto dei costi al 2015 delle principali tecnologie elettriche

    Perché è proprio questo il momento per investire nel nucleare

    Anche il risparmio energetico e il nucleare non sono alternativi

    Radioattività ed energia elettronucleare

    L’opportunità offerta dal nucleare: tornare a ragionare in termini di programmazione energetica

  • Ultimi 15 post

    • Te la do io la sostenibilità (tra carbone e ipotesi IEA)
    • Le rinnovabili contestate
    • Non c’è solo lo tsunami giapponese sul mercato energetico globale
    • L’importanza dei numeri nel mondo dell’energia: 7 miliardi
    • Qualcosa da dire sugli incentivi alle fonti rinnovabili
    • Il capolavoro del San Gottardo in Svizzera e della Val di Susa in Italia
    • Il nucleare indispensabile per il clima, secondo le agenzie energetiche dell’OCSE
    • Costi e occupazione del suolo di nucleare, eolico e solare
    • Raggiungeremo l’obiettivo di coprire con le rinnovabili il 17% della domanda di energia al 2020?
    • L’Italia per quasi un decennio non avrà bisogno di nuove centrali. Perchè, allora, dobbiamo costruirle oggi?
    • Le rinnovabili? Costose e poco incisive. Parola di Scaroni
    • Investimenti in rinnovabili e nucleare in Spagna
    • Nelle valutazioni energetiche non dimentichiamo la Cina
    • Sicuri che non si possano spendere meglio i soldi che stiamo buttando nel fotovoltaico?
    • L’informazione sugli OGM cui ci opponiamo e quelli che, tranquillamente, mangiamo
  • Ultimi commenti

    • giorgio bertucelli su Radiazioni e timori irrazionali
    • giorgio bertucelli su Radiazioni e timori irrazionali
    • Roberto su Te la do io la sostenibilità (tra carbone e ipotesi IEA)
    • Roberto su Costi e occupazione del suolo di nucleare, eolico e solare
    • sestorasi su L’Italia per quasi un decennio non avrà bisogno di nuove centrali. Perchè, allora, dobbiamo costruirle oggi?
    • sestorasi su Costi e occupazione del suolo di nucleare, eolico e solare
    • Mario Coppola su Confronto dei costi tra nucleare e rinnovabili
    • www.enerblog.it su Confronto dei costi al 2015 delle principali tecnologie elettriche
    • Gustavo Massoni su I 4 reattori nucleari ancora in servizio per la ricerca in Italia
    • luca su Confronto dei costi tra nucleare e rinnovabili
    • Arcipelago SCEC su Sicuri che non si possano spendere meglio i soldi che stiamo buttando nel fotovoltaico?
    • 23oreemezzo su Confronto dei costi tra nucleare e rinnovabili
    • Enerblog su I 4 reattori nucleari ancora in servizio per la ricerca in Italia
    • Filppo su I 4 reattori nucleari ancora in servizio per la ricerca in Italia
    • lorenzo su Oddio! Le centrali nucleari dovranno essere fatte da qualche parte!
  • Archivio

  • .NuclearNews.it

    • Il sito italiano sull'energia nucleare nel mondo
  • Blog consigliati

    • Energia a modo mio
    • Energy Mix
    • Energylive
    • Newclear
  • Links

    • AGI Energia
    • ANSA Energia
    • Autorità Energia
    • News UE per l’energia
    • WEC
  • Tags

    Alemanno Allbania ambientalisti Ambiente Bersani biomasse Bonino carbone Clò competitività costo kWh destra dipendenza energetica efficienza energetica emissioni CO2 Energia energia. efficienza energetica eolico fotovoltaico gas geotermia Governo informazione innovazione mercato Nimby nucleare OGM petrolio Piemonte politica politica energetica Polverini radioattività ricerca ricerca scientifica rifiuti nucleari rinnovabili risparmio salute sicurezza nucleare sinistra solare sostenibilità vulnerabilità energetica

© 2009 EnerBlog - Powered by WordPress© - theme modified by Blowaz

RSS degli Articoli - RSS dei Commenti